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il Tempietto

Il perché della costruzione

il tempietto del Poccianti - ingresso Sulla spinta di rinnovamento dovuto alla Rivoluzione Francese e alla rivoluzione industriale, anche in Toscana si realizzarono importanti eventi che caratterizzarono anche la politica dei lavori pubblici, di cui l'architetto Pasquale Poccianti fu un illustre protagonista.

Nel 1809 il Poccianti si trasferì da Firenze a Livorno e si dedicò al completamento dell'acquedotto di Colognole che, insieme alla passeggiata omonima, si può considerare il suo capolavoro urbanistico.

Una delle sue opere è il complesso della Puzzolente, a pianta rettangolare con due emicicli, situata nella valle del Limone. A quell'epoca Livorno, con le sue dodici sorgenti, era un centro termale. Alcune sorgenti, come la Puzzolente, andavano per la maggiore in Toscana. Il primo ad intuire l'utilità della Puzzolente fu Giovanni Targioni Tozzetti nel suo libro "Relazioni di alcuni viaggi fatti in diverse parti della Toscana" del 1786:

la strada che porta al tempietto

"Lasciammo a destra la strada del Limone e da mano sinistra è una pozza o Lagunetta formata da una sorgente di Acqua Sulfurea fredda, la quale a cagione del gran fetore, viene in Livorno chiamata l'Acqua Puzzolente". Ella è fredda, scaturisce, ma in gran copia, da più luoghi del fondo con molte bolle d'aria…..l'avanzo si scarica nel Rio Uggiose, che passa vicino. L'acqua assaggiata non ha sapore, né acido di alcuna sorta in se, ma puzza di Uova sode. Ella fa bene per i Mali cutanei".

La proposta del Targiotti Tozzetti fu ripresa dai proprietari della tenuta Limone, la famiglia di commercianti russi Demidoff, che non riuscirono a realizzare l'idea di creare dei bagni termali, perché dovettero vendere la proprietà che passò prima ad un altro russo, Adolfo Romanowitz e, poco dopo, alla famiglia italiana Bartolommei.

L'opera del Poccianti

I Bartolommei affidarono all'architetto Poccianti la realizzazione dei bagni della Puzzolente, iniziati nel 1843 e inaugurati nel 1844. Si notano tutti gli elementi dello stile pocciantesco: le colonne in stile toscano, le finestre a mezza luna e a feritoia, il volume centrale sormontato dal timpano.

L'area occupata dalla parte centrale della fabbrica è quadrata, divisa in sei stanze ed una scala che consente, attraverso due porte laterali, l'accesso ai due emicicli che contengono ognuno otto bagnetti "tutti ben areati, illuminati, adeguatamente riscaldati, pavimenti e mattonelle smaltate, tinozze candide in gres porcellanato" (citazione tratta da Orosi-Bufalini, Dell'acqua minerale sulfurea detta "La Puzzolente" 1911).

A poca distanza dietro le terme vi è un'altra costruzione a forma di tempietto rotondo che racchiude un vasto cratere ottagonale, dove sono riunite e allacciate tutte le polle. Qui la pompa aspirante raccoglieva l'acqua in appositi e capaci contenitori. Da questi, con tubature a pressione, l'acqua veniva portata in specifici serbatoi posti nello stabilimento e successivamente riscaldata e diramata nelle diverse cabine.

Le ragioni di un successo…

La fonte ebbe un notevole successo, infatti nell'anno 1876 usufruirono di tali impianti circa 9.720 persone e furono praticati giornalmente oltre 90 bagni. Una delle tante testimonianze ci è lasciata da Giuseppe Orosi nel 1845:

incisione del Tempietto dell'800

"L'architetto Poccianti non mancò di innalzare uno stabilimento grandioso ed elegante. I bagni ingentiliscono sempre il corpo e sono specialmente utili all'età che avanza. Il bagno può durare un ora e più a seconda delle condizioni dell'individuo o della malattia. Il bagno vuole essere preso generalmente avanti i pasti e specialmente prima del pranzo, poiché è stato generalmente osservato che aumenta l'appetito, le digestioni sono più perfette e le forze meglio ristorate. Quest'acqua traggono la loro efficacia in certe malattie della pelle del solfo che contengono disciolto in mezzo all'idrogeno, e giovano perciò nelle impetiggini croniche, nelle diverse specie di erpetici, nella scabbia e in molte affezioni che dipendono da disturbi di traspirazione, da languori glandolari, da reumatiche e artritiche affezioni.
Molto potremmo dire sopra felici risultati ottenuti dall'uso di quest'acqua e si potrebbero ancora allegare numerosi attestati di persone ammalate che ricuperarono la salute, o trovarono nell'acqua puzzolente alleviamento alle loro sofferenze. E ben più valevoli e fondati attestati che rilasciarono uomini distinti nell'arte rimasti soddisfatti dei benefici effetti provati".

…e la decadenza

Nonostante i dati positivi il bagno cambiò di nuovo proprietario e passò alla famiglia Mimbelli. Col volgere dei tempi, con la scoperta di nuove acque simili, con le comodità sempre maggiori che nuovi stabilimenti offrivano ai frequentatori, sarebbe stato necessario mantenere anche questo all'altezza degli altri.

Invece, dopo un lento e graduale decadimento, dovuto più che altro alla trascuratezza dei proprietari, i bagni della Puzzolente furono chiusi al pubblico nell'anno 1897 ed adibiti ad uso di magazzini e di cantina di vino e le acque furono abbandonate per i fossi adiacenti.

Vi era anche un gran vialone di olmi che collegava la via nazionale (attuale via delle Sorgenti) portando direttamente al Tempietto. Gli alberi, ammalatisi, vennero abbattuti durante la seconda guerra mondiale.